I migranti e le loro tradizioni natalizie

UNA FINESTRA SUL MONDO: https://prezi.com/view/nedFs72qkaWmDhufRKzs/

Ognuno di noi festeggia il Natale a proprio modo, nel nostro Paese per esempio è tradizione allestire piccoli presepi in ogni casa. Ma le altre nazioni come celebrano questa usanza?

Nel nostro territorio sono presenti diversi gruppi etnici appartenenti ad altrettanti stati che festeggiano a loro modo la nascita di Gesù o la nascita di Maometto come in Marocco. Ognuna di queste culture ha però in comune diversi aspetti della celebrazione natalizia: andiamoli a scoprire insieme!

Come dicevamo prima una delle tradizioni radicali dell’Italia è sicuramente il presepe, che nasce grazie ad un’idea di San Francesco d’Assisi a Greccio, dove tutt’ora ogni Natale si sfila in costumi tipici, ricostruendo la nascita di Gesù. Questa usanza è diffusa anche in Spagna, dove il presepe è nato grazie agli scambi tra questa nazione e la città di Napoli. Sempre in Spagna, a Barcellona, l’Asociaçion de Pesebritas, oltre che alla scuola del gesso Catalano, mentre in Francia sono state create alcune figure chiamate “Santos” proprio per il presepe; queste non raffigurano solamente personaggi della Natività ma anche soggetti tipici della zona come gli zampognari in Italia. In ogni nazione i portatori di doni cambiano a seconda dei propri usi e costumi, per esempio lo sapevate che in Francia è presente la figura di San Nicola? È proprio così e anche in Trentino la figura di questo santo è più diffusa di quella del “classico”Babbo Natale. San Nicolò appunto nel nord Italia il 5 dicembre, sfila e regala doni ai bambini buoni mentre i terrificanti demoni Krampus,accompagnatori del personaggio “puniscono e spaventano” i bambini cattivi. Altri aiutanti di San Nicola invece sono in Francia Hans Trapp; in Spagna invece i veri e propri protagonisti del Natale sono i “Los Reyes Magos”,cioè i nostri Remagi che sfilano su carri  e distribuiscono dolcetti. Gli altri tipici portatori di doni in Italia sono Santa Lucia e la Befana, la corrispondente festa della sfilata dei remagi in Spagna.

Anche i credenti della religione Islamica hanno una festa che celebra la nascita di Maometto. In questa tradizionale usanza i costumi tipici sono per i maschi  la djellaba cioè un lungo vestito che ricopre tutto il corpo, mentre per le femmine ce ne sono di tanti  tipi ma ma il principale è il kaftan.

 Ma sapete qual è l’elemento in comune in tutte le celebrazioni natalizie estere?
È la voglia di riunirsi tutti insieme per festeggiare con gioia. Infatti in ogni cultura dall’Italia al Marocco è tradizione consumare ricchi banchetti in famiglia,divertendosi e giocando; in Spagna per esempio è tradizione il 22 dicembre giocare alla lotteria, come lo era una volta proprio da noi, in Emilia-Romagna un tempo infatti si praticava una specie di pesca per indovinare l’andamento dell’anno successivo, era l’Arimblén. In ogni stato nella notte di Natale avviene la tipica messa che celebra la nascita di Gesù, in Spagna viene chiamata Messa del Gallo, mentre in Francia si giunge ad assistere a questa celebrazione scendendo dai pendii con sci e fiaccole. Sicuramente una delle messe più belle ed importanti è quella che a mezzanotte viene celebrata dal Papa nella Basilica di San Pietro a Roma.

E voi come festeggiate il Natale?

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Genesi

SeITAmanonseiSUNITA: da suggestivi corsi di formazione sull’inclusione sociale a suggestioni dal libro “Diario di Sunita” di Luca Randazzo, edito da Razzoli, passando per l’analisi di episodi di intolleranza nel mondo dello spettacolo, nello sport, a scuola, per finire con confronti tra le diverse abitudini, i diversi costumi, le diverse peculiarità culinarie che contraddistinguono la vita di tutti i giorni in Italia. Conoscere se stessi conoscendo l’altro alla base di una nuova visione da condividere: START THE CHANGE.

Di riflesso…

Dal Diario di Sunita…

Questo diario è una cretinata.
È un’idea della mia maestra per farmi scrivere. Ma io non ci scrivo niente.

“Guardate come balla!”, ovviamente in romanès e non in italiano. […] Io un po’ mi vergognavo, però ero anche felice e allora ho ballato benissimo.

Quando scrivo il mio nome da qualche parte non me ne accorgo. Cioè non sto attenta al fatto che lo sto scrivendo. Lo scrivo e basta e poi me lo dimentico.

La manifestazione era bellissima. Noi avevamo preparato uno striscione con scritto “SIAMO UMANI”, come al concerto. Modestamente l’idea è stata mia anche questa volta. Intorno alla scritta c’erano le impronte delle nostre mani tutte colorate.

Ehi, sono sul giornate! Davvero! Hanno messo una foto enorme di me e Marta abbracciate con la scritta: “A scuola d’amore”.

Io alle medie ci vado di sicuro. Mi sono già fatta regalare la sveglia.